La Soluzione Legale per un Riparto Riscaldamento Equo
L'adozione rigorosa della norma UNI 10200 per la ripartizione delle spese di riscaldamento ha spesso generato forti iniquità, penalizzando eccessivamente le unità immobiliari situate al piano terra o all'ultimo piano (le più soggette a dispersioni). Il D.Lgs 141/2016 ha introdotto una via d'uscita legale definitiva.
Quando è possibile derogare alla norma?
La legge consente di non applicare i criteri della UNI 10200 qualora un tecnico abilitato (come l'Arch. Mauro Calchera) dimostri tramite perizia asseverata una condizione specifica:
Lo Sbilancio Termico Superiore al 50%
Se viene comprovata una differenza di fabbisogno termico per metro quadro tra le diverse unità immobiliari superiore al 50 per cento, l'assemblea può deliberare un riparto differente:
- Quota Volontaria: Almeno il 70% della spesa in base ai consumi effettivi rilevati.
- Quota Fissa: Il restante 30% (massimo) suddiviso per millesimi di proprietà o altri criteri equi.
I Vantaggi della Perizia dello Studio Calchera
Negli edifici costruiti prima degli anni '90, lo sbilancio superiore al 50% è una condizione quasi sistematica. Ottenere questa deroga permette di:
- Evitare rincari ingiustificati per gli appartamenti più "freddi" o esposti.
- Semplificare la gestione amministrativa del condominio.
- Rispettare l'equità sociale all'interno dello stabile, approvando criteri condivisi in assemblea.
FAQ: Domande frequenti sulla UNI 10200
Basta una semplice diagnosi energetica?
No, occorre una relazione specifica che calcoli analiticamente lo sbilancio tra le unità immobiliari secondo i parametri di legge.
Chi può richiedere questo intervento?
Sia l'Amministratore di Condominio, per conto dell'assemblea, sia il singolo condomino che ritenga ingiusto il proprio piano di riparto.